Mica male!

Diciamolo, la FABBRICA DEL FUMETTO non ha rispettato proprio tutte tutte le sue promesse, ma noi Cani siamo soddisfatti (e anche piuttosto fieri) dei risultati che abbiamo portato a casa.
Assieme agli altri indipendenti che hanno accettato di misurarsi con l'impresa, e a qualche protagonista del fumetto "ufficiale" che si è generosamente messo a disposizione di questa iniziativa un po' ludica e un po' professionale, abbiamo disegnato tre albi a fumetti in tre giornate di fiera, sotto gli occhi di un pubblico curioso e talvolta sorpreso.
Purtroppo le tortuosità burocratiche che governano tutto ciò che avviene all'interno dei padiglioni della Fiera di Milano hanno fatto sì che al (non imprevedibile) esaurimento del toner della macchina fotocopiatrice nella giornata di domenica, non abbia fatto seguito la sua sostituzione. Cosa che ci ha impedito di portare a buon fine la confezione del terzo albo, con un po' di frustrazione da parte di chi ci si era dedicato con la debita devozione. Ora l'albo è disponibile e sarà portato alle prossime fiere a cui noi Cani parteciperemo (Fullcomics Piacenza e Napoli Comicon per incominciare) e ben presto tutti e tre i volumetti saranno liberamente scaricabili sul nostro sito e su quelli dei partecipanti alla Fabbrica.

fabbrica

Avevamo deciso di chiamare "fabbrica del fumetto" questa iniziativa perché ci sembrava che fosse il titolo più prossimo ad esprimere la totalità di un avvenimento che aveva l'ambizione di esporre ai visitatori della fiera la creazione di fumetti dalle prime tracce di matita su carta fino alla distribuzione del prodotto finito... Ma siamo rimasti noi stessi sorpresi di quanto l'analogia sia risultata calzante, per l'aspetto visivo che ricordava una vera e propria catena di montaggio, con almeno una ventina di disegnatori contemporaneamente al lavoro fianco a fianco, allineati ai banchi messi a ferro di cavallo, che s'immergevano nel loro lavoro e a tratti si fermavano per consultarsi coi vicini di tavola per evitare incongruenze narrative, o per chiedere a prestito materiale e scambiare due parole coi vicini di tavolo.
L'altro aspetto "industriale" che non avevamo previsto è stato quello della frenesia dei tempi di produzione, coi disegnatori che non si sono minimamente risparmiati, sfornando decine di tavole davvero belle e sentite, e con i vari Cani al lavoro indefessamente su tutti i fronti della produzione e della "post-produzione", quando non impegnati anch'essi nel disegno delle loro tavole di fumetto. Da questo punto di vista, particolare e "privato", siamo convinti che l'esperienza della Fabbrica resterà un nodo importante e fruttifero nelle modalità di produzione collettiva del nostro gruppo.

disegnando

La frenesia dei tempi di produzione rappresenta però anche uno dei punti deboli di tutta l'operazione. Siamo arrivati alle giornate di Cartoomics non abbastanza pronti. La mole di lavoro preparatorio (la scrittura delle storie, la preparazione del lettering digitale, la confezione del materiale di documentazione da allegare a ciascuna pagina di sceneggiatura... ma anche un po' di promozione dell'evento) non ha potuto essere smaltita nei tempi stretti che siamo riusciti a ricavarci. Ci siamo trovati così a cercare di ovviare ai ritardi proprio lì, ai tavoli della Fabbrica, con la macchina già in movimento, creando un po' di confusione e soprattutto distogliendo energie da altre cose, tutt'altro che secondarie. Non abbiamo avuto il tempo di accogliere come si conviene tutti gli "operai" e di metterli a loro agio, il che non è bello, verso persone che in alcuni casi avevamo conosciuto solo per posta elettronica nelle settimane precedenti, e considerato che la riuscita dell'operazione è innanzi tutto merito loro, di chi ci si è dedicato col cuore e senza percepire un ghello.

Avvremmo voluto avere più tempo e più possibilità di conoscerci o di approfondire la conoscenza, di scambiarci impressioni e idee, di avere una visione più globale e variegata di quanto stavamo facendo. E questa è davvero una pecca, perché uno degli intenti della Fabbrica era proprio quello di riunire il più possibile dei fumettari cosiddetti indipendenti, di noi che facciamo i fumetti ognuno per suo conto e che c'incrociamo sporadicamente, qualche volta all'anno nelle fiere (almeno in quelle che non ci respingono con prezzi inavvicinabili per gli stand)... Voleva essere un'occasione per metterci al lavoro assieme, concretamente e creativamente, ma per farlo come si deve occorre avere il tempo di tirare il fiato, di guardarsi intorno, di studiare con attenzione il procedere dell'operare, di confrontarsi appunto.

banchetto

L'altra pecca è stata l'aspetto della Fabbrica. Lo spazio che l'organizzazione ci ha messo a disposizione non era esiguo come temevamo, anzi tutt'altro, ma era davvero troppo spoglio. L'unica cosa che ci distingueva da una tavolata di un oratorio messa assieme con materiale di recupero, era la scritta artigianale che ci siamo trovati a improvvisare e che almeno faceva credito, al nostro raggruppamento di individui disegnanti, di condividere un'identità e un progetto. E noi ci abbiamo messo del nostro non avendo pensato a una qualsiasi spiegazione, scritta ed evidente, che raccontasse al pubblico che cosa voleva essere la Fabbrica e come si proponeva di funzionare. Altra avvertenza che ci appuntiamo nell'eventualità di una nuova edizione.

disegnando

Ma ci sarà una nuova FABBRICA DEL FUMETTO l'anno prossimo? È un po' presto per dirlo, se così sarà le correzioni di tiro non mancheranno e, forti dell'esperienza di quest'anno, ci arriveremo meglio organizzati. Ma la nostra ambizione era e resta, comunque, che a Cartoomics si sia visto solo l'inizio di un rapporto più stretto e fertile fra i disparati membri dell'arcipelago degli indipendenti del fumetto italiano. Questa è stata solo una delle mille invenzioni possibili per interagire, esprimere progetti comuni, inventare e coabitare spazi di espressione e di autopromozione. Pare che nessuno dei gruppi che ha partecipato alla Fabbrica abbia fatto affari d'oro (né l'operazione Fabbrica si è ripagata del tutto delle spese)... ma la nostra è stata una specie di "missione esplorativa" appunto, e per una volta siamo riusciti ad essere presenti e operativi in una di quelle fiere che usualmente sono feudo esclusivo delle "major", offrendo in cambio la nostra creatività, l'elasticità mentale e artistica di cui abbiamo imparato a fare virtù per necessità, una professionalità laterale e particolare ma innegabilmente degna.

disegnatori

barattolo
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